Recensione Brymen BM257

Questa è la recensione del multimetro Brymen 257, modello di punta della serie 250, una delle serie più economiche della casa costruttrice.Questo modello ha una precisione di 6000 count ed accuratezza dello 0.2% + 3 cifre per le misure di tensione in corrente continua (dai 600 mV in poi). Il multimetro è stato testato e approvato dall’istituto Americano UL ed è conforme alle classi di sicurezza CAT IV fino a 300V, CAT III fino a 600V e CAT II fino a 1000V. Il multimetro è protetto da un adeguato guscio di gomma e per questo dovrebbe essere in grado di sopravvivere a cadute, urti e a tutti i vari incidenti che avvengono ogni giorno su un tavolo da lavoro o all’interno di una borsa attrezzi.

Nella scatola troviamo:

  • il multimetro
  • una coppia di puntali di media qualità
  • una sona di tipo K
  • il manuale in Inglese
  • le batterie già montate

La prima cosa che salta all’occhio osservando lo strumento è il display molto grande e con un ottimo contrasto. A parer mio questo è uno dei migliori LCD che mi sia mai capitato di avere tra le mani. Inoltre mantiene una ottima leggibilità da ogni angolazione e nel caso in cui servisse abbiamo anche la retro illuminazione (fig. 1).

Sul retro abbiamo il piedino per metterlo in posizione verticale, un po’ piccolo ma che magicamente gli da una stabilità sufficiente per essere manovrato con una sola mano. Sempre sul retro c’è uno slot per inserire l’adattatore USB (opzionale) che ci permette di fare datalogging con un PC Windows.

Prova DCV

La prima funzione che andiamo a provare è quella della misura della tensione in corrente continua.

Per questo test ho usato un calibratore DC EDC MV 106 (fig. 3) che è stato impostato ad una tensione di 10,0000V. Appena collegato possiamo vedere che il multimetro misura una tensione di 9,99V (fig. 2) il che significa un solo digit fuori dal valore effettivo applicato (facendo un rapido calcolo a partire della specifiche dal costruttore che ricordo essere 0,2% + 3 digit: in questo caso l’intervallo di misura poteva essere da 9,95 a 10,05).

Impostiamo ora 6V e notiamo come durante il cambio di tensione lo schermo si aggiorna molto velocemente, anche senza l’ausilio del fotofinish possiamo dire che i 5 aggiornamenti dichiarati dal costruttori sono effettivi.

In basso abbiamo un “utile” barra orizzontale che si aggiorna più velocemente del display digitale e che mimando il funzionamento del meccanismo meccanico di un multimetro analogico ci dovrebbe permette di vedere l’andamento della tensione o della corrente misurata.

Ho fatto un test della velocità di aggiornamento della barra per mezzo di un generatore di funzioni, provando a vedere come il multimetro si comportasse con un onda sinusoidale.

So che questo probabilmente non è il caso d’uso normale per questa funzione, ma di sicuro questo test ci dice quante volte effettivamente la barra si aggiorna rispetto al voltaggio effettivo applicato. Il multimetro a questo scopo è stato impostato su DCV ed il generatore di funzioni su una sinusoide di 1 Vpp con una componente DC di 1 V. Il multimetro in questo caso è riuscito a visualizzare l’andamento solo fino a sotto i 10 Hz (ottenendo lo stesso risultato del Fluke 257). Il suo fratello maggiore il BM869 invece è riuscito a visualizzare l’andamento oscillante fino a oltre 40Hz e a visualizzare l’instabilità fino a oltre 200 Hz . Personalmente penso che questa funzionalità sia poco utile, ma in ogni caso è meglio averla che non averla.

Capacità, prova diodi, continuità

Spostandosi di una posizione accediamo alle funzioni di misura della capacità, test di continuità, prova diodi ed misura della resistenza.

Proviamo a misurare la capacità sui due estremi: 0,470 nF e 2200 uF. La prima operazione che ho fatto in questo caso è stata quella di azzerare la capacitanza residua dei puntili mediante la funzione REL. Questa operazione è abbastanza importante per avere una misura precisa su capacitanze abbastanza ridotte. In entrambi i casi la misura è abbastanza precisa, anche se, come per tutti i multimetri, per avere la seconda lettura ho dovuto aspettare abbastanza tempo che ad un certo punto ho sentito la necessità di prendere un caffè. In realtà con questo multimetro sono riuscito a misurare anche fino a 6800uF, ma in questo caso il tempo di misura è veramente troppo.

La funzione prova diodi ci permette di verificare il corretto funzionamento di diodi o transistori misurandone la caduta di tensione. Benché la tensione a vuoto di questa funzione sia di soli 1,58V essa permette di verificare diodi, transistor e led infrarossi. Scordiamoci quindi di poter utilizzare il multimetro per far divertire i nostri figli nell’arte dell’accensione dei led.

Per quanto riguarda il test della continuità possiamo dire che il multimetro è veloce e non perde un colpo, inoltre anche se il contatto non è perfetto il suono risulta chiaro e privo di interruzioni (latched).

Misura della resistenza

Per questo test mi avvalgo di alcune resistenze di precisione che avevo preso in stock per il mio progetto di voltage standard.

La lettura di una resistenza da 3,1180 kOhm risulta 3,116 kOhm (fig. 4), quella da 10,000k Ohm viene letta come 10,00 (fig. 5) con l’ultima cifra che di tanto in tanto salta da zero a 1. Infine quella da 100,00 kOhm viene letta proprio 100,0 kOhm. Anche in questo caso non c’è bisogno di scomodare la matematica per capire che il multimetro è molto più preciso di quanto dichiarato dal costruttore.

Per quanto riguarda la velocità di autorange, confrontandola con quella del fratello maggiore BM869 e con un Fluke 287 il piccolo ha sempre dato la lettura qualche frazione di secondo prima. Niente male per un multimetro di questa fascia di prezzo!

Temperatura

Il multimetro permette di misurare anche temperature con la precisione di un grado inoltre la confezione include già una sonda di tipo K.

Purtroppo la sonda ha un rating di temperatura abbastanza basso e può essere usata solo fino a 230° circa, superati i quali l’isolante in plastica che ricopre i due fili metallici inizia a sciogliersi. Qui la Brymen avrebbe potuto sicuramente proporci una sonda migliore, ma la funzionalità c’è e sicuramente prima o poi userete anche la sonda.

Misura della corrente ed altre funzioni

Ovviamente sulle ultime due posizioni abbiamo la possibilità di misura correnti in tensione continua e alternata. Abbiamo tre scale di misura, che spaziano dal decimo di micro ampere fino a 8A. La caduta di tensione massima è di 60 mV a 600uA o di 600 mV a 6000uA che tutto sommato non è poi così male.

Per quanto riguarda i tasti funzione abbiamo, la possibilità di registrare il massimo ed il minino di una lettura, la possibilità di disattivare l’autorange e passare alla modalità manuale, e la possibilità di attivare la modalità relativa per effettuare misure rispetto ad un’altra misura. Vi ricordo che abbiamo usato questa funzionalità per azzerare la capacità interna dei puntali durante il test di misura della capacità, ma il tasto può essere usato anche con le tensioni o con le correnti.

Abbiamo anche la possibilità di misurare la frequenza di una tensione alternata o anche la frequenza di segnali logici (3 o 5 V). Mediante il tasto hold è possibile congelare il display sulla lettura attuale. Il tasto crest invece serve per aumentare la velocità di misura e rilevare così i picchi di massimo e di minimo sia per la tensione che per la corrente. La funzionalità può essere utile per esempio per verificare problemi di sovratensione all’accensione di un alimentatore o per esempio per misurare la corrente di accensione di un elettrodomestico.

Dalla parte opposta, abbiamo invece la modalità auto-check che seleziona automaticamente le funzioni di misura tensione in corrente continua/alternata a bassa impedenza. Nel caso in cui non ci sia tensione viene automaticamente selezionata la funzione di misura della resistenza.

Infine abbiamo la possibilità di attivare la modalità EF che ci permette di rilavare la presenza di tensioni senza alcun contatto e soprattuto senza usare un pericoloso cercafase.

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Fig. 1: multimetro con retroilluminazione

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Fig. 2 : test precisione a 10,000V DC

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Fig. 3: calibratore EDC

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Fig. 4 : test resistenza 3,1180 kOhm

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Fig. 5 : test resistenza 10,000 kOhm

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Fig.6 : guscio in gomma e retro del multimetro

Teardown

A questo punto per completare la recensione vediamolo un po’ più da vicino.

Rimuovendo lo sportellino delle batterie, oltre ad avere accesso a due batterie di tipo triplo A è possibile sostituire anche i fusibili, di cui quello della scala degli 8A e destinato a proteggerci dalle alte energie è dello stesso formato e tipo di quelli utilizzati da Fluke.

Proseguendo con lo smontaggio, al suo interno possiamo subito notare che gli ingegneri hanno utilizzato non uno ma due circuiti stampati in una configurazione non proprio tipica di un multimetro a basso costo.

Il primo PCB è quello che ospita gli attacchi a banana è tutto il circuito di protezione (con una nutrita scelta di componenti costosi tra i quali PTC, MOV e resistenze fusibili). Certo se gli ingegneri della Brymen hanno scelto di utilizzare una seconda basetta come input, noncuranti dei costi di assemblaggio, ci saranno state sicuramente delle ottime ragioni e questo si traduce in una maggiore affidabilità e sicurezza.

L’altra scheda che ospita la parte analogica e digitale del multimetro sembra rispondere a tutti i requisiti tipici dei multimetri di qualità, è molto ordinata semplice e priva di correzioni abbozzate all’ultimo minuto, anche le saldature e la qualità dell’assemblaggio sono ottime.

Conclusioni finali

Questo multimetro si propone nella classe dei pesi leggeri (sotto i 100 euro) e tra questi gioca un ruolo sicuramente da protagonista.

E’ possibile risparmiare ancora qualche decina di euro su un multimetro pur mantenendo un buon livello di funzionalità, ma questo a discapito dell’affidabilità e soprattutto della sicurezza dello stesso.

Grazie a tutti di essere arrivati fino a qui, vi saluto ricordandovi che trovate questo prodotto sullo Store di 118volt seguendo questo →link oppure sul mio negozio eBay.

Grazie a tutti di aver letto l’articolo fin qui, mi auguro vi sia piaciuto. Condividetelo, commentate e fatemi sapere cosa ne pensante – Domenico

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Fig. 7 : assemblaggio interno

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Fig. 8: PCB principale

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Fig. 9: particolare circuito protezione

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