Recensione multimetri Brymen BM869 e BM867 – Teardown [seconda parte]

In questa seconda parte della recensione faremo un teardown side to side dei due multimetri. Avremmo così modo di verificare la qualità dei due multimetri più da vicino, verificarne l’ingegnerizzazione e la qualità dell’assemblaggiochi non avesse ancora letto la prima parte la trova qui.

Fase 1 – rimozione parte anteriore della scocca

La rimozione della parte anteriore della scocca si ottiene rimuovendo 4 viti sul lato posteriore del multimetro dopo aver rimosso la batteria dal vano batteria. Ovviamente l’operazione va fatta senza guscio e forse questa è proprio l’operazione più difficile di tutto il tear down.
Il guscio infatti è ben saldo al multimetro e per rimuoverlo ci vuole un bel po’ di forza. Una volta svitate le viti la parte posteriore si sgancia facilmente dando un rapido accesso ai fusibili. Già rimuovendo la cover si rimane impressionati dalla qualità costruttiva del multimetro. Infatti è facile notare come tutte le viti sono dotate di una guarnizione, come del resto anche la scocca, il vano batteria e le boccole dei puntati.

Passando all’osservazione dei PCB (Fig. 1) sembra di vedere due multimetri gemelli, l’unica cosa a tradire questa somiglianza è il rating dei fusibili. Nel caso del BM869 abbiamo fusibili con un rating di interruzione massimo di 1000V, mentre nel caso del fratello minore i fusibili sono “solo” da 600V. In entrambi i casi gli attacchi dei fusibili sono identici, e questo quindi permette di usare fusibili da 1000V anche sul BM867.

Già a questo punto possiamo vedere quanto complesso è il circuito di protezione dello stadio di input del multimetro. Questo è uno dei circuiti di protezione più complessi che io abbia mai visto su un multimetro palmare, ricco di MOV, PTC, resistenze fusibili e diodi. Ovviamente tutti questi componenti sono li per proteggere il multimetro sia dai transitori che dagli usi più sbadati. Parecchia cura è stata inoltre posta dell’isolare con apposite cave le varie zone del PCB che potrebbero essere esposte ad alte tensioni.

Un altro particolare di rilievo è la protezione dagli scoppi che offre la scocca del multimetro. Le due parti della scocca rientrano l’una dentro l’altra sia nella parte esterna della scocca che nelle sedi delle viti. Inoltre esiste uno scudo in plastica attorno ai fusibili come protezione dagli archi voltaici e per contenere eventuali esplosioni dei fusibili.

Fase 2 – rimozione PCB del selettore funzioni

Il circuito elettronico del multimetro si compone da due PCB. Il primo PCB (Fig. 3) comprende la parte di gestione del LCD, una parte di circuito per la selezione delle funzioni ed i contanti per i pulsanti. Per rimuovere questo PCB basta svitare quatto piccole viti che lo tengono ben saldo al selettore di funzione e poi anche questo può essere facilmente estratto tirandolo verso l’alto. Una volta rimosso questo PCB possiamo ammirare il resto del circuito principale.

A questo livello risulta evidente che i due PCB (Fig. 2, 7, 8) sono identici nel layout ma non nei componenti. I due PCB sono infatti popolati con componenti diversi asseconda che si tratti del BM869  o del BM867. La prima differenza che salta subito all’occhio è la mancanza del componente U12/AD636 sul BM867. Questo è proprio il costoso (11$) chip che ha la funzione di misurare della tensione TRUE RMS. Sul fratellino minore al posto di questo chip possiamo trovare (un po’ più in alto) un U3/AD737 una versione più economica e meno accurata di convertitore TRUE RMS. In alto notiamo anche la presenza dei due operazionali che dovrebbero essere usati come amplificatori per la misura della temperatura. Sul BM869 in basso notiamo anche una parte di circuito schermato che ingloba il partitore di tensione (R9 visibile sul BM867) ed una parte di circuito per la calibrazione e biasing del convertitore TRUE RMS.

Tutti gli altri componenti tra i due multimetri sono in comune, incluso il voltage reference U4/REF43G che con un drift previsto di 1ppm/mese dovrebbe garantirci misure precise (almeno lato DC) per parecchi anni.

Fase 3 – rimozione completa PCB

Per completare il teardown occorre rimuovere i fusibili e svitare un’ulteriore vite vicino alla boccola dei 400mA. Rimossa questa vite si può sollevare il PCB per ispezionarne l’altra facciata (Fig. 5). Come era facile aspettarsi questa parte del PCB è praticamente vuota e presenta infatti solo i led per la comunicazione infrarossa, alcune tracce di potenza per la misura dei 10A e delle molle come contatto per il piezo e per la superficie schermate attaccata sul retro del multimetro. Come ulteriore tocco di classe notiamo come la superficie schermate (Fig. 6) sia protetta da uno strato di plastica isolante trasparente. Da questo lato notiamo anche quanto bene sono saldati i connettori a banana sul PCB.

Qualità delle saldature e dell’assemblaggio

La qualità delle saldature è ottima ed il PCB risulta pulito. Le uniche tracce di flussante si rilevano sulle saldature dei LED della porta a raggi infrarossi. Le tracce di flussante sono dovute al fatto che essendo i LED posizionati sul lato opposto del PCB, questi probabilmente vengono saldati a mano durante la fase di assemblaggio. In ogni caso il residuo di flussante è talmente poco da non costituire un problema. L’assemblaggio del multimetro è molto semplice ed efficace e questo significa che il prodotto è ingegnerizzato bene.

Conclusioni finali

Dopo aver analizzato questi due strumenti così approfonditamente sono sempre più convinto della qualità del prodotto. Il livello costruttivo dei multimetri è sicuramente alla pari di quella dei costruttori più famosi come Agilet, Fluke, Gossen Metrawatt, Amprobe. L’unica cosa che gli manca è forse il prezzo, ma su questo possiamo sicuramente chiudere un occhio.

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Grazie a tutti di aver letto l’articolo fin qui, mi auguro vi sia piaciuto. Condividetelo, commentate e fatemi sapere cosa ne pensante – Domenico

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Sulle foto seguenti troviamo a sinistra il BM869 e ad destra il BM867

 

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Fig. 1: Rimozione scocca frontale

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Fig. 2: Rimozione PCB selezione funzioni

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Fig. 3: PCB selezione funzioni e LCD

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Fig. 4: PCB principale fronte

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Fig. 5: PCB principale retro

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Fig. 6: scocca

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Fig. 7: Dettaglio BM869

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Fig. 8: Dettaglio BM867

1 Risposta

  1. Claudia

    articolo molto interessante.

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